...e oltre i mondi, vaghi fantasmi di cose mostruose; templi nefandi dalle gigantesche colonne che poggiano su rocce senza nome al di sotto dello spazio e che raggiungono vuoti al di sopra delle sfere di luce e di buio. E onnipresente, incessante, in questo ripugnante cimitero dell’universo, il sordo rullio dei tamburi e il monotono lamento dei flauti blasfemi che qualcuno suona ancora in inconcepibili stanze senza luce, al dilà del tempo, e al cui ritmo danzano goffi, tenebrosi e giganteschi, gli ultimi dei: i ciechi muti stolidi mostri la cui anima è Nyarlathotep.
Matteo Poropat (a lato in una rara foto d'epoca con una delle teste dell'idra Agaraff) nasce nel 1974 a Trieste il giorno successivo al chiudersi di Calendimaggio, nonché il giorno successivo alla festa del lavoro, perdendosi insomma tutto il divertimento.
Dopo pochi anni manifesta un'interesse morboso per l'estetica orrorifica, fomentata dall'aver trovato nella biblioteca del nonno una copia devastata della prima edizione italiana de L'Esorcista. L'incontro lo segnerà per sempre, ma non quanto quello con il libro di un suo amico, nel 1986 (libro che ha ancora in prestito...) "Strange Eons" di Robert Bloch. Quell libro lo introduce nel pozzo viscido delle visioni di Howard Phillips Lovecraft, dal quale lo stanno ancora cercando di estrarre.
Dopo anni passati nella terribile Piramide di Ingegneria (l'edificio Tuthankamen dell'Università degli Studi di Trieste, se chiedete indicazioni vi ci porteranno volentieri) a cercare di piegare simboli blasfemi ai suoi voleri, mentre torme di insegnanti estromessi dalla Miskatonic University per comportamenti nefandi lo cercano per le scalinate non eculidee riesce con una botta di fortuna a laurearsi, coronando un incubo inseguito dalla nascita.
E da quel momento dopo una pausa durante la quale il misterioso mondo della programmazione lo allontana dai suoi grimori adorati torna a dedicarsi ai suoi primi amori, alle donne, no, dicevamo, ai giochi, creando il supporto l'Eco di Arkham per la rinnovata Stratelibri e scrivendo la rubrica dedicata al suo autore di culto sulla rivista Necro.
In questo prodigioso periodo crea la fanzine Memorie dal Buio assieme all'amico Christian Fermo e successivamente The Arkham Gazette, traslocata a Greyhill per motivi di copyright.
E' tutt'ora ricercato in almeno tre dimensioni interplanari raggiungibili col solo Trapezoedro Splendente e si dice cambi casa così spesso che nemmeno i Segugi di Tindalos riescono a trovarlo.
O almeno così dicono.
Per contattarlo potete provare uno dei riti di evocazione tratti dal Liber Ivonis, qualche formula del Cultes des Ghoules potrebbe anche funzionare, ma la cosa migliore è probabilmente una bella email all'indirizzo giusto.