MEMORIE.DAL.BUIO

...e oltre i mondi, vaghi fantasmi di cose mostruose; templi nefandi dalle gigantesche colonne che poggiano su rocce senza nome al di sotto dello spazio e che raggiungono vuoti al di sopra delle sfere di luce e di buio. E onnipresente, incessante, in questo ripugnante cimitero dell’universo, il sordo rullio dei tamburi e il monotono lamento dei flauti blasfemi che qualcuno suona ancora in inconcepibili stanze senza luce, al dilà del tempo, e al cui ritmo danzano goffi, tenebrosi e giganteschi, gli ultimi dei: i ciechi muti stolidi mostri la cui anima è Nyarlathotep.

Nyarlathotep - H.P.Lovecraft

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Racconti
Davanti alla finestra intinta nella pioggia crepuscolare, sedevo con la penna appoggiata al foglio, preda di quel desiderio di raccontare in tempo la storia, mentre quel sordo grattare alla porta si faceva più forte, confermando che dovevo finire in fretta, per far sapere la verità, l'orrenda verità che si cela dietro al velo...
La Piccola Chiesa
(2000)

Copertina di Davide Marescotti

C'è una svolta a sinistra, sulla strada principale che porta da Arkham a Boston; chi la prendesse scoprirebbe che conduce al paese di Greyhill. Passa al di là di una serie di colline rocciose e basse, coperte da radi alberi dall'aspetto sinistro, che inducono per lo più i viaggiatori a non indugiare troppo per quella strada, che sembra essere inutilizzata da molto, moltissimo tempo.
Attraversando quella zona si passerebbe poi sotto la più alta di tali colline, sulla cui cima il turista più curioso troverebbe i resti di quella che, a giudicare da una grande croce semi sepolta, doveva essere una chiesa.
L'appartamento al 39bis
(2001)

Copertina di Davide Marescotti

Risucchia l'attenzione, non c'è che dire. I bordi sono quasi perfetti, lisci, liquidi come una bocca calda. La vernice dal colore della sabbia non presenta alcuna imperfezione. Ed è senz’altro notevole il fatto che non ci siano cocci, nemmeno la più fine polvere di mattoni per terra. Niente che si possa collegare alla presenza di quel fastidioso Buco nel muro della mia stanza. Non so da quanto tempo fosse la dietro, in attesa. La casa è vecchia ed il grosso armadio di legno era già là quando sono venuto ad abitarci. E non l'avrei mai scoperto se non fosse stato per la Penna. Dovete sapere che ho sempre avuto una certo talento nello smarrire le cose. Gli occhiali, l'orologio, il portafoglio... ecco alcune delle mie vittime preferite.
Il Sogno della Farfalla
(2003)

Copertina di Davide Marescotti

Venivano su dal profondo.
Durante la notte, nel sonno, venivano vomitati dall'oscurità rigonfia, senza alcun preavviso. All'improvviso il buio diveniva una tana ed il silenzio si dimenava, lasciando intravedere scorci di suoni osceni e metallici, scricchiolii increspati dall'aprirsi atono di mandibole gocciolanti. Erano invisibili, per ora.
Nell’oscurità c’era solo una loro promessa, simile ad un invito di corpi pelosi o glabri, affusolati o incredibilmente tozzi, arcuati su zampe sottili come aghi.
Nell’oscurità che la notte portava con se potevano essere dovunque e prima o poi l'avrebbero raggiunta.